Storie del Club

Giuseppe Valdengo, il “primo” dei cavalieri
“Sono un eurobaritono di seconda mano, come nuovo” diceva di sé, con la consueta ironia (deluso dal mondo della lirica, ma ancora generoso didatta) il grande baritono Giuseppe Valdengo. Nato a Torino nel 1914 studiò violino e oboe privatamente e canto al Conservatorio di Torino e intraprese presto una brillantissima carriera apparendo come Figaro ne Il barbiere di Siviglia a Parma nel 1936 e debuttando alla Scala nel 1938; Germont ne La traviata. Nel 1946, con una rappresentazione di Madama Butterfly alla New York City Opera, iniziò l'importante attività internazionale e, l'anno successivo, il lungo rapporto col Metropolitan, ove debuttò come Tonio in Pagliacci e dove apparve regolarmente fino al 1954. Fu presente anche a Philadelphia e San Francisco, in importanti sedi europee, come Parigi e Glyndebourne, e nei maggiori teatri italiani.
Le non comuni doti interpretative e musicali e la pronuncia perfetta, che consentiva di capire ogni parola, lo portarono a specializzarsi nel repertorio verdiano, diventando – forse - il baritono preferito di Arturo Toscanini, con cui eseguì a New York per la N.B.C. Otello, Aida e Falstaff, dei quali rimangono le registrazioni. Pubblicò il volume autobiografico Ho cantato con Toscanini.
Abbandonò il palcoscenico nel 1966, dedicandosi all'insegnamento (tra i suoi allievi i baritoni Bruno Praticò e Alessandro Corbelli) e alle ultime incisioni discografiche. E' stato il primo artista a ricevere dal Club dei 27 il titolo onorifico di Cavaliere di Verdi nel 1975.  Si è spento nel 2007.

Giancarlo Liuzzi
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Club dei 27 - Gruppo di appassionati verdiani
Il Gruppo appassionati verdiani Club dei 27 nasce a Parma nel 1958 grazie a un gruppo di amici affascinati dalle opere e dalla figura di Giuseppe Verdi. Ognuno dei soci porta infatti il titolo di un’opera del Sommo Maestro, non sono stati considerati i rifacimenti e le riedizioni, mentre è stata inclusa la Messa da Requiem, il capolavoro di musica sacra.
Tra gli scopi statutari prioritari del sodalizio vi è quello di contribuire fattivamente alla diffusione della conoscenza e dell’amore verso le composizioni di Verdi, specialmente tra le giovani generazioni. Una delle attività principali del Club è infatti rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, ma particolarmente agli alunni delle quinte classi elementari della provincia di Parma, che ogni anno sono invitate a partecipare al concorso Tu conosci Verdi? che registra l’arrivo medio di mille elaborati in ogni edizione.
I 27 membri del Club celebrano ogni anno in forma ufficiale le ricorrenze della nascita (10 ottobre) e della scomparsa (27 gennaio) di Giuseppe Verdi, recandosi dapprima in pellegrinaggio alla casa natale di Roncole Verdi, dove depongono 27 rose rosse, e poi dinanzi al monumento,  nel centro di Parma, dove collocano una corona di alloro.
La sede del Club è spesso meta di visite, oltre che di artisti, di gruppi di appassionati e di giornalisti di tutto il mondo, affascinati ed incuriositi da questi 27 personaggi che dedicano con passione il loro tempo libero alla memoria di Giuseppe Verdi.
L’associazione, che incontra frequentemente artisti che calcano le scene del Teatro Regio di Parma e di tutti i maggiori teatri del mondo, ha istituito il titolo onorifico di Cavaliere di Verdi, assegnato a personaggi che hanno contribuito ad onorare la figura e le opere del Cigno di Busseto.

I Cavalieri di Giuseppe Verdi
Giuseppe Valdengo, 1975
Luciano Pavarotti,1976
Renata Tebaldi, 1979
Mirella Freni, 1980
Romano Gandolfi, 1980
Renato Bruson 1981
Corale Verdi – Parma, 1982
Beniamino Gigli, 1982
Franco Corelli, 1985
Carlo Bergonzi,1986
Piero Cappuccilli, 1988
Giulietta Simionato, 1988
Leo Nucci, 1993
Riccardo Muti, 1994
Claudio Abbado 1995
Pierluigi Petrobelli, 1999
Renata Scotto, 2001
Placido Domingo, 2001
José Carreras, 2005
Zubin Mehta, 2009
Fiorenza Cossotto, 2013
Pier Luigi Pizzi, 2013
Donato Renzetti, 2013
Philip Gossett, 2013
Ferruccio Furlanetto, 2014

Info
http://www.clubdei27.com/Italiano/home_it.php

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ARCHIVIO
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Donato Renzetti
In occasione del Bicentenario della nascita del Maestro, il Club ha voluto onorare la sua memoria con  un evento veramente eccezionale: il concerto “Fuoco di gioia” che, per il grande successo ottenuto, ha avuto un seguito. Quest’anno si avrà la quarta edizione. Il Concerto, che ha avuto luogo al Teatro Regio il 29 ottobre 2013, inserito nel calendario del Festival Verdi, è stata l’imperdibile occasione per la consegna del Cavalierato di Verdi. Destinatario dell’onoreficienza il Maestro Donato Renzetti, nell’occasione direttore del Concerto, con una particolarità: contrariamente a quanto avviene solitamente, non era stato avvisato, per il desiderio del Club di fargli una sorpresa. Storicamente tutti i Cavalierati, salvo rare eccezioni, sono stati consegnati nella Sede del Club, ma il palcoscenico era troppo importante e la visibilità di tale prestigio che non si poteva non sfruttare questa importante possibilità. Così all’inizio della seconda parte quando il Presidente del Club annunciò la consegna del Cavalierato, il Maestro Renzetti appostato dietre le quinte in attesa di riprendere a dirigere, fu veramente colto da una sorpresa che lo gratificò ancora di più; nel momento dei ringraziamenti non nascose una sincera commozione. Il legame di schietta amicizia che da sempre lega il M.o Renzetti con il Club è stata sancita “ufficialmente” da una lunga, simpaticissima poesia in rima nel quale il direttore d’orchestra ha delineato tutti i soci del Club con quella sagace ironia che lo contraddistingue e che lo fa ben volere da tutto il mondo artistico.

Paolo Zoppi / Falstaff
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Il Muti che non t’aspetti (10 gennaio 1994)

Dopo aver ultimato le recite della Vestale di Spontini alla Scala, di cui era Direttore Musicale dal 1986 Riccardo Muti, venne insignito con il Cavalierato di Verdi da parte del Club dei 27. La cerimonia di consegna ebbe luogo a Parma nella nostra vecchia sede di via Farini e a festeggiarlo oltre a tutti i soci del Club erano presenti la moglie Cristina Mazzavillani, l’allora Sovrintendente del Teatro milanese Carlo Fontana e la signora Marilena Barilla. Il Maestro si dimostrò, naturalmente, particolarmente felice dell’onorificenza ed ebbe un simpatico aneddoto per ogni opera, non mancando di precisare che alla ricca collana di opere verdiane da lui dirette mancava ancora il Simon Boccanegra. Nell’occasione diresse i soci in un suggestivo “Va pensiero” certamente non all’altezza di quello del coro della Scala, ma per noi, quella sera, altrettanto intimo e sentito. La serata si concluse, come giusto a Parma, in un noto ristorante tra aneddoti e curiosità in vero stile napoletano: la Vestale aleggiava tra noi. Il Maestro ricambiò poi l’ospitalità invitando i soci in diverse occasioni alle prove di  opere in preparazione per la Scala.

Paolo Zoppi / Falstaff