Un nuovo tipo di tenore

L'eroe eponimo del dramma è stato paragonato ad Amleto, che era in effetti per uno come Schiller l'archetipo di tutti i giovani solitari e meditabondi. C'è però una differenza essenziale. Il carattere di Amleto rimane fondamentalmente introverso, con un'inclinazione a non rivelare i propri sentimenti fino alla fine […] Carlos […] ha un carattere franco e impulsivo ed è fin troppo pronto a confidarsi con chiunque sia disposto a dirgli una parola gentile. Soltanto con il Duca d'Alba e con l'astuto gesuita Domingo mantiene la sua amletica indifferenza. Per un'epoca che aveva il culto della sensibilità Carlos esercitava lo stesso tipo di attrazione del Werther di Goethe. Sembra che Beethoven fosse tra i suoi ammiratori, almeno a giudicare da due citazioni scarabocchiate sugli album personali dei suoi amici (si ricordi che anche lui odiava il padre). Gli si può attribuire una certa dose di credulità per la sua fedeltà canina nei confronti di Posa, dal quale ha tutte le ragioni per credere di essere tradito, e soprattutto per il modo passivo e autoaccusatorio in cui viene espressa. Ma per Verdi la mitezza di carattere di Carlos è della massima importanza, perché gli permise di creare quello che, a parte certe anticipazioni, soprattutto nell'Henri dei Vêpres Siciliennes, un nuovo tipo di tenore in cui lo schietto ardore della voce maschile acuta italiana è temperato da mezze luci e sottigliezze di emozioni e di stati d'animo che danno luogo ad una nuova ricchezza di invenzione musicale.

Julian Budden, Le opere di Verdi, EDT/Musica - 1988.

Omaggio a Julian Budden

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