L’altra Opera, Verdi agricoltore

Custode geloso del proprio giardino e degli animali, attento osservatore delle condizioni di vita dei contadini, meticoloso amministratore, ecco l’altro Verdi. Verdi l’agricoltore è un omaggio teatrale all’Altra Opera di Giuseppe Verdi; è volto a valorizzare l’architettura immateriale umana scritta, come fosse uno spartito musicale, sulla terra, e alla quale Verdi lavorò incessantemente per tutta la vita. Un racconto per cercare di farlo nostro. “Tutte le mie opere, tranne le prime, le ho scritte a Sant’Agata, non derogando mai dalle mie abitudini solitarie e contadine. Dove sono solito vivere, nulla mi può distrarre. Mi ritempravo uscendo solo, per le mie terre ed occupandomi col massimo piacere di agricoltura”. Verdi, indiscusso architetto della pagina musicale e della sua resa scenica, è anche l’unico e vero architetto della casa dove vive con l’amata Giuseppina Strepponi ed è “creatore” delle sue terre, in tutti i sensi. Dai piani di irrigazione, alle macchine per realizzarli, alla cura del bestiame, alla cura degli stessi fittavoli, pur nella meticolosa, a volte aspra verifica della contabilità.Nei suoi viaggi il Maestro incontra artisti, trova libri, compra piante e strumenti agricoli. E la “strada di ferro” che lo porta e riporta nel suo incessante andare si carica di piante, fiori, macchine, cibi, vino.... In tutto questo movimento Verdi è sempre in compagnia di “una voglia feroce di tornare a casa”, consapevole che “è impossibile trovare località più brutta di questa , ma d’altra parte è impossibile che io trovi per me ove vivere con maggiore libertà. Ed eccolo, l’uomo maturo, in un continuo andirivieni fra i due territori della sua creazione: quello teatrale e quello agricolo: Teatro alla Scala di Milano, Teatro la Fenice, Roma, Napoli, Parigi, Pietroburgo, Il Cairo... e intanto compra poderi – il Pulgaro, Castellazzo, il Cornocchio, Scandolara... fino a possedere 1.220 ettari di terra.In un simile giardino dilatato – dalle aie delle cascine alle tavole dei palcoscenici – forse c’è posto anche per semplici viaggiatori teatrali: attori che si confrontano con il costante operare del maestro, cercando i legami fra il giovane all’ombra del gelso e l’anziano dal volto rosso per il sole, l’abito nero e il sigaro puzzolente, scoprendo, nella propria esperienza, i legami fra le “selve” drammaturgiche del maestro, le partiture tracciate sulle pagine e i disegni dei lavori agricoli , le trame delle immagini verdiane che da sempre ci accompagnano. Nel caso di Roberta Biagiarelli e di Sandro Fabiani (e del nobile gallo Peppino) la molla scatta dalla scoperta dell’Altra Opera del maestro: quella che lo vede impegnato, per tutta la vita, in una intensa attività agricola, attività di proprietario terriero, riformatore e innovatore. 

Di e con Roberta Biagiarelli e Sandro Fabiani
drammaturgia Renata M. Molinari
collaborazione Massimiliano Speziani
consulenza biografica Prof. Corrado Mingardi
consulenza musicale Dottor Giuseppe Martini
disegno luci Giovanni Garbo
produzione Le Terre Traverse, Babelia & C., La Corte Ospitale
in collaborazione con Regione Emilia-Romagna
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Sabato 10 giugno ore 19.00
Cascina Gelfi (già Michiara) - Ingresso libero
L’altra Opera, Verdi agricoltore
Verdi e la terra 
Spettacolo teatrale

Merenda e musica dalle ore 18.00 

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