Hohenstein, secondo Giulio Ricordi

[…] L'incarico di approntare i bozzetti delle scene e dei costumi fu affidato dalla Casa Ricordi a un artista eccellente quanto modesto: Adolfo Hohenstein. Questi si è accinto all'opera colla serietà che imponeva il doppio scopo di fare una cosa storicamente esatta e artisticamente bella. In simili casi finora si batteva un cammino molto breve: si andava alla biblioteca più vicina, si consultavano le enciclopedie, qualche vecchia storia del costume e senza troppe preoccupazioni si preparavano i bozzetti cercando di avvicinarsi colle costruzioni principali e cogli accessori ai modelli trovati in quei libri, lavorando molto di fantasia, e brancolando spesso nel buio, per insufficienza di documenti. Il signor Hohenstein non si è arrestato invece alla biblioteca di Brera; ha preso il treno e se ne andato a Londra. […] Windsor è oggi una città moderna colle eleganti e bianche casette dai tetti di ardesia, colle ampie strade. Nulla vi parla dell'Osteria della Giarrettiera dove dominava monumentale la pancia di sir John. […] Era nella vasta e affumicata metropoli che il nostro artista doveva scoprire quel gruppo di case cercate, quel frammento d'antico, atto a farlo rivivere come in una visione nel mondo di cinque secoli fa. Nell'Oxford-street esiste infatti questo gruppo di case che Hohenstein copiò, esaminò, studiò, e nell'esterno e nell'interno, sceverando ciò che era realmente del tempo da ciò che venne mutato poi. Gli studi fatti al British Museum, le informazioni assunte da persone competenti, le necessità sceniche, e il suo istinto d'artista, fecero il resto […] I costumi furono esattamente riprodotti da ritratti e disegni del tempo e adattati, con giusto criterio, alle condizioni e all'età dei personaggi. Persino per la mascherata di spiritelli, fate, satiri dell'ultimo atto l'artista non volle affidarsi alla pura fantasia, ma si ispirò ai disegni di vecchie mascherate inglesi facendo naturalmente gli opportuni adattamenti alle necessità estetica della scena […] Sui bozzetti dell'Hohenstein lo scenografo Zuccarelli ha dipinto le scene […] I costumi sono stati eseguiti, sui modelli dell'Hohenstein, dal sarto teatrale della Scala, lo Zamperoni.   Adolf Hohenstein (Pietroburgo, 18 marzo 1854 – Bonn, 12 aprile 1928) è stato un pittore, pubblicitario, illustratore, scenografo e figurinista tedesco, ma cresciuto a Vienna, esponente del Liberty. È stato – tra le varie cose – uno dei padri del moderno cartellonismo pubblicitario italiano.  Si stabilisce a Milano intorno al 1880, lavorando come scenografo e come costumista per La Scala e per altri teatri. Incontra l'editore musicale Giulio Ricordi e nel 1889 inizia a lavorare per le Officine Grafiche Ricordi, di cui diviene in breve tempo direttore artistico curandone sia la parte grafica (suoi i manifesti per La bohème, Tosca, per la pubblicità della Campari, della Buitoni e del Corriere della Sera, insieme a innumerevoli cartoline, copertine di spartiti e libretti), sia la parte teatrale (scene e costumi per opere, tra cui Falstaff di Verdi (1893) e gran parte delle opere di Puccini, dai bozzetti di Le Villi al manifesto di Madama Butterfly (1904). Alla Ricordi ha come collega Giovanni Maria Mataloni e come allievi Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich.   Adolf Hohenstein (Pietroburgo, 18 marzo 1854 – Bonn, 12 aprile 1928) è stato un pittore, pubblicitario, illustratore, scenografo e figurinista tedesco, ma cresciuto a Vienna, esponente del Liberty. È stato – tra le varie cose – uno dei padri del moderno cartellonismo pubblicitario italiano.  Si stabilisce a Milano intorno al 1880, lavorando come scenografo e come costumista per La Scala e per altri teatri. Incontra l'editore musicale Giulio Ricordi e nel 1889 inizia a lavorare per le Officine Grafiche Ricordi, di cui diviene in breve tempo direttore artistico curandone sia la parte grafica (suoi i manifesti per La bohème, Tosca, per la pubblicità della Campari, della Buitoni e del Corriere della Sera, insieme a innumerevoli cartoline, copertine di spartiti e libretti), sia la parte teatrale (scene e costumi per opere, tra cui Falstaff di Verdi (1893) e gran parte delle opere di Puccini, dai bozzetti di Le Villi al manifesto di Madama Butterfly (1904). Alla Ricordi ha come collega Giovanni Maria Mataloni e come allievi Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich.

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