Trasfigurazioni

“Siamo tutti felici del buon esito della prima della Scala (Giovanna d'Arco, diretta da Riccardo Chailly), […] giornali e commentatori televisivi l’hanno sottolineato ricordando l’ultima esecuzione scaligera avvenuta nel 1860, protagonista Teresa Stoltz, cantante passata alla storia per essere entrata in qualche modo nella vita del compositore - scrisse risentito, in occasione della prima scaligera del 7 dicembre 2015, Francesco Canessa per molti anni sovrintendente del Teatro di San Carlo a Napoli - Invano abbiamo cercato nelle paginate dei giornali o nei racconti degli ospiti della serata televisiva, un cenno al fatto che se taumaturga è la Scala, prima di lei lo è stato il San Carlo. È qui infatti che Giovanna è resuscitata nel marzo del 1951 anno celebrativo del Cinquantenario verdiano. Ne fu protagonista nientemeno che Renata Tebaldi e fu una rinascita clamorosa perché al successo napoletano si aggiunse nel giugno successivo quello dell’Opera di Parigi, ove il San Carlo portò l’opera in tournée insieme alla Messa da Requiem, eseguita nella chiesa della Madeleine”.

Fu infatti il teatro di Napoli a recuperare al grande pubblico un'opera di Verdi a lungo trascurata. Affidando a Renata Tebaldi il ruolo del titolo. Il 13 marzo 1951, al Teatro di San Carlo di Napoli, infatti, già in prova generale aperta e davanti ad un pubblico straordinario, Renata Tebaldi debutta e trionfa quale protagonista con Carlo Bergonzi nel ruolo di Carlo. Renata a suo perfetto agio in quel ruolo, era diretta dalla esperta bacchetta di Santini che Le assicurò tranquillità e seppe ispirarle autentiche trasfigurazioni vocali nelle apoteosi finali. Il 30 giugno 1951 il Teatro San Carlo si trasportò a Parigi al Teatro dell’Opèra per le commemorazioni verdiane (primo teatro straniero ospite all’Opèra!) con quella stessa produzione. Sui cartelloni dell’Opèra vollero che le fattezze di Santa Giovanna fossero quelle della Tebaldi. La trasferta parigina del San Carlo fu straordinaria, qualche cronista rilevò che il Teatro si fosse trasformato in uno stadio per gli eccessi di entusiasmo dei melomani. Denis Hermant di “France Soir” scrisse:” la Sala intera sembrava avere acquisito riflessi mediterranei. Si acclamava con frenesia, la Tebaldi dovette interrompere un’aria del Prologo riuscendo a terminarla solo quando l’entusiasmo si fu calmato” Alla prima, all’Opèra, si vide tra il pubblico Georges Braque applaudire come un matto.

Guarda anche:
www.museorenatatebaldi.it

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