Non si può dire di conoscere Verdi se non si ha visitato la casa che abitò per lungo tempo e nella quale amava sempre tornare dai suoi viaggi in Italia e in Europa. Villa Verdi a Sant'Agata, una frazione di Villanova sull'Arda, è la proprietà che Giuseppe Verdi acquistò nel 1848, abitandovi a partire dal 1851 e rendendola progressivamente sempre più sua. Fu Verdi, infatti, che eseguì di proprio pugno gli schizzi, dette indicazioni scritte e dettagliate per la scelta dei materiali e le misure del progetto di ampliamento della casa originale, fino a farla diventare come egli volle e come oggi la vediamo. In questo luogo il più celebre compositore Italiano visse e lavorò, godendo di un isolamento necessario al suo genio creativo e al suo carattere, schivo e riservato. L'originaria casa padronale di campagna, acquistata da Verdi, divenne così in pochi anni la residenza dove i canoni estetici del tempo e i suoi personali trovavano una perfetta realizzazione che, ancora adesso, il visitatore più attento può comprendere e ammirare. Villa Verdi oggi, mantenuta nello stato conservativo dei tempi del grande compositore grazie alla famiglia Carrara Verdi erede del maestro, rappresenta la migliore chiave di lettura per comprendere lo spirito immortale del genio e dell'uomo Verdi.

Info
http://www.villaverdi.org/

__________________________________________

ARCHIVIO
__________________________________________

Il mio bianco Loulou
Il mio bianco Loulou che avete visto cucciolo è il più bel cane del mondo e oso dire il più fortunato; la fa da padrone con tutti e tutti gli obbediscono. Verdi ha la pazienza di camminare col suo cane sotto il mantello sistemato in modo che non rimanga fuori che il naso per respirare.

Lettera di Giuseppina Strepponi a Léon Escudier – Sant'Agata, dicembre 1860.
__________________________________________

114 bottiglie
In fatto di vini il Maestro aveva le sue preferenze ("Il vino d'Asti lo voglio dolce e spumante"). Ne acquistava anche di toscani da un fornitore di Montecatini, ma la maggior parte li produceva in proprio. Nel 1871 gli riuscì ottimo, come gli scrisse il suo fattore: "Questa mattina ho cavato dal tino chiuso il vostro vino particolare, il quale caro Maestro è molto buono: color chiaro ingranata, sapore eccellente e brusco giusto, senza il più piccolo odore di legno come nei passati anni; è un vino perfetto e buono assai, gli uomini e Guerino mi dicono che mai il vino vostro è riuscito così bene; si sono fatte 114 bottiglie, benissimo tappate"

(Da Il maestro in Villa, Giuseppe Verdi a San'Agata, volume a cura di Corrado Mingardi, Grafiche Step editrice - Parma).
__________________________________________

Sarebbe stato un sollievo
Giuseppe Verdi a Opprandino Arrivabene (1) Parigi, venerdi 8 febbraio 1867
Ti ringrazio della tua amorosa lettera. Oh certo avrei voluto chiudere gli occhi a quel povero vecchio (2), e sarebbe stato un sollievo per Lui e per me! Ora sospiro il momento di tornare a casa (3) [..] Immaginati! nelle mani di due domestici che si può dire ora son padroni di casa!
Le prove del Don Carlos camminano bene benché lentamente. Non c'è troppo male! [..] te ne scriverò nettamente l'esito. La Peppina (4) ti saluta. Voglimi bene e credimi affezionato tuo.

1) Nobile mantovano, si dedicò al giornalismo a Milano, Firenze, Napoli ed infine a Torino dove conobbe, nel 1861, Verdi deputato del primo Parlamento dell'Italia unita.
2) Carlo Verdi, il padre.
3) Sant'Agata.
4) Giuseppina Strepponi.
__________________________________________

Anche questa è fatta!
Diceva quello che aveva ammazzato suo padre!! Noi non abbiamo ammazzato nessuno; tutt'al più abbiamo scorticato un po' le orecchie al buon pubblico, ma, dal momento che non se ne lagna, poco male!... Però però me ne direte qualche cosa dopo la quinta o sesta rappresentazione dalla lato cassetta. In ogni modo i miei complimenti a tutti, i miei... cosa devo dire? Infine griderò a tutti brave bravissime, bravi bravissimi, ed a voi: dieci punti!! amen!

Lettera inviata ad Edoardo Mascheroni, direttore d'orchestra nella tournée del "Falstaff" scaligero da Sant'Agata, mercoledì 16 agosto 1893.