Mutò più volte nome (Teatro Nuovo nel 1800, Teatro Grande nel 1821, Teatro Comunale nel 1861). Costruito tra il 1799 e il 1800 dall'architetto Selva (lo stesso della Fenice di Venezia) per l'esterno e da Matteo Pertsch per l'interno, venne inaugurato il 21 aprile 1801 con Ginevra di Scozia di Simone Mayr, Annibale di Capua di Antonio Salieri e il ballo Oreste di G. Renzi, con musiche di Vittorio Trento.
Subì in seguito numerose trasformazioni e restauri e nel 1846 fu introdotta l'illuminazione a gas. Nonostante Trieste fosse dotata di numerosi teatri, l'attività del Grande fu senz'altro la più importante e la più intensa. Il carattere delle rappresentazioni era prevalentemente italiano ma nella città, viva di un suo particolare cosmopolitismo, non mancarono apporti della cultura viennese. Rossini vi apparve per la prima volta nel 1816 con l'Italiana in Algeri, Donizetti nel 1826 con L'ajo nell'imbarazzo e Bellini nel 1831 col Pirata.
La prima opera di Verdi ad apparire sulle sue scene fu Nabucco (1843) cui fecero seguito quasi tutte le altre a breve distanza dalle prime rappresentazioni assolute. Per il Teatro Grande Verdi scrisse espressamente Il corsaro (1848) e Stiffelio (1850). Nel 1901, dopo la morte di Verdi, venne dedicato al compositore e oggi è chiamato Teatro Comunale Giuseppe Verdi, Ente Autonomo dal 1937.
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ARCHIVIO
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Un corsaro approda a Trieste
Nel 1845, Verdi firma un contratto con l'editore Francesco Lucca, per scrivere un'opera da rappresentarsi in un “primario teatro italiano e con una compagnia d'alto cartello”.
Tre anni dopo, il 25 ottobre 1848 viene rappresentato al Teatro Grande di Trieste la prima del melodramma in tre atti "Il corsaro", libretto di Francesco Maria Piave dal poema di Lord Byron.

Da “Verdi 366 - Effemeride di una vita”. Ideazione, ricerche e testi di Gaspare Nello Vetro, traduzione di Mariangela & Co. Tecnografica s.n.c Parma (2001).
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Corna!
Qualche rara volta se un uomo ragionevole e mi consolo: non guardare ne giudicami mai dall'apparenza io ti sono amico ed amico sincero! Ho bisogno d'un favore* - d'una romanza con recitativo e due strofette l'argomento sarà un amante che si lagna dell'infedeltà dell'amata (robe vecchie!) […] Ti raccomando siano patetici e piangolosi: farai dire a quell'imbecille d'amante che egli avrebbe data la sua porzione di paradiso e che ella l'ha ricompensato con... Corna... Evvivano sempre i corni: Benedetti!... Oh se.. potessi vorrei farne sempre. Add. Ludro!

*Rossini aveva chiesto a Verdi una nuova romanza destinata al tenore Nicola Ivanoff che l'avrebbe cantata in "Attila" al Teatro Grande di Trieste. Verdi si lascia andare a confidenze che riserva soltanto all'amico Piave sempre al corrente delle vicende amorose del Maestro.

Nicola Ivanoff (Nikolaj Kuzmic Ivanov; 1810-1877). Esordì al San Carlo di Napoli (1832) in "Anna Bolena" (Percy). Fu un apprezzatissimo interprete belliniano e donizettiano; molto stimato anche da Rossini. Partecipò alla prima di "Marino Faliero" (Pescatore).