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Falstaff, la première

Falstaff, la première
Inutile dire che la prima fu un avvenimento nazionale con corrispondenti di ogni parte d'Europa e i telegrammi del re della regina italiani. Il pubblico comprendeva la principessa Letizia Bonaparte, il ministro dell'educazione, il poeta Carducci, il commediografo Giacosa, il pittore Boldini, per tacere dei due giovani compositori che di recente avevano dato all'opera un'impronta di tipo assai diverso: Puccini e Mascagni. Ci fu il bis del quartetto delle donne nella seconda scena dell'Atto I e anche dell'assolo di Falstaff “Quando ero paggio del duca di Norfolk”. La stampa era entusiasta e sarebbe stato difficilmente possibile il contrario. Da Julian Budden, Le opere di Verdi, EDT/Musica - 1988
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L'Attila? fanatismo!

[…]"Attila" ha avuto successo lietissimo alla prima sera ed ha fatto fanatismo alla seconda rappresentazione. Non vi fu pezzo senza applausi e quindi chiamate senza numero. I miei amici vogliono che questa sia la migliore delle mie opere: il pubblico ne fa soggetto di questione; io ritengo che non sia inferiore a nessuna delle altre mie il tempo deciderà […]

Verdi A Opprandino Arrivabene, Napoli
Venezia, venerdì 20 marzo 1846.
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Schiller? No di certo!

Omaggio a Julian Budden

Troppo spesso si da per scontato che la Giovanna d'Arco segni l'inizio dell'amore di Verdi per le opere di Schiller, che si sarebbe dimostrato così fecondo negli anni successivi. Ma una lettera di Solera all'editore Ricordi ci orienta diversamente. Memore della penalità che aveva dovuto pagare al tempo della rappresentazione del Nabucco a Parigi, Ricordi aveva scritto al poeta chiedendogli ansiosamente che il suo libretto non violasse diritti d'autore, dato che aveva sentito parlare di un contemporaneo dramma francese… Solera rispose senza esitazioni:
“Non conosco il dramma francese di cui mi parli. Ti affermò dunque rigorosamente che la mia Giovanna d'Arco è dramma affatto originale italiano; Solamente ho voluto come Schiller introdurre il padre di Giovanna come accusatore; in tutto il resto non ho voluto lasciarmi imporre né dall'autorità di Schiller né da quella di Shespeare i quali fanno Giovanna bassamente innamorata dello straniero Lionello. Il mio dramma e originale; anzi ti prego far annunciare sul giornale che, avendo alcuni profetizzato che io avrei desunta la tela dallo Schiller, ho studiato per iniziare un dramma affatto originale”.

Julian Budden, Le opere di Verdi, EDT/Musica - 1988